Education in the 21st century

AULA
MAGNA INGEGNERIA
Facoltà di Ingegneria e Architettura, via Marengo 2

DATA E ORARIO
6 giugno; 14,30-16,30

COORDINA
Ludovico ALBERT (Fondazione per la Scuola)

INTERVENGONO
Lorenzo BENUSSI (Fondazione per la Scuola); Andrea MACCARINI (Università degli Studi di Padova); Paolo LANDRI (IRPPS-CNR); Toby BAKER (NESTA); Tommaso AGASISTI (Politecnico di Milano)

TEMI
La ricerca sui rischi e le opportunità dell’automazione e dell’accelerazione tecnologica, sui forti cambiamenti demografici ed economici riguardanti il mercato del lavoro, sul cambiamento climatico e altre sfide globali stanno portando policy-maker e pedagogisti in tutto il mondo a ripensare il ruolo e le priorità dell’istruzione e dell’apprendimento. Mentre sistemi educativi si stanno evolvendo e innovando molto rapidamente in tutto il mondo, nuovi campi di lavoro e nuovi approcci stanno emergendo: dagli studi sulle soft-skills alla didattica per competenze, alla ricerca sulle capacità, competenze e qualificazioni necessarie per il posto di lavoro del futuro. In un’epoca di incertezza sempre crescente, come costruire sistemi educativi pronti al futuro? Che aspetto dovrebbero avere l’insegnamento e l’apprendimento nel 21esimo secolo? Quale sarà il ruolo dei docenti in un’aula automatizzata? Nel panel, che sarà composto dai maggiori studiosi, editori e policy-maker internazionali del campo, si affronteranno queste domande e si proporranno visioni per il futuro dell’istruzione che combinano l’apertura all’innovazione tecnologica e la promozione di valori umanistici.


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Beyond literacy and numeracy: Advancement in the assessment of adult competences 

AULA
CAPITINI
Studi Umanistici, corpo aggiunto, Via Is Mirrionis, loc. Sa Duchessa

DATA E ORARIO
6 giugno; 14,30-16,30

COORDINA
Daniele CHECCHI (Università degli Studi di Milano e ANVUR)

INTERVENGONO
Tuomas PEKKARINEN (VATT Institute for Economic Research, Helsinki); Raffaella RUMIATI (SISSA e ANVUR); Antonio SCHIZZEROTTO (Università degli Studi di Trento e FBK-IRVAPP); Andrea GAVOSTO (Fondazione Agnelli); Giorgio ASQUINI (Università degli Studi di Roma “La Sapienza”).

TEMI
The debate on the effectiveness of educational policies has been dominated by data availability. Large scale testing (PIRLS, TIMMS, PISA) have somehow imposed a standard according to which measuring cognitive competences is possible through student testing in the domains of literacy and numeracy, while science was lying in between disciplinary contents and reasoning abilities. Explorations in other domains (problem solving, civics, global competency, critical thinking) are scattered, and have not yet reached an agreed standard. In addition, most recent research on competences has paid more and more attention to non-cognitive aspects such as personality traits, which they appear to be rewarded in the economic and social life. Yet, the relative contribution of cognitive and non-cognitive factors towards skill acquisition in higher education still awaits a better understanding. This panel aims to bring together people working in these fields, in order to share experiences in defining frameworks, testing techniques, sample selection, predictive power, as well as policy interventions intended to boost one or more of these dimensions.


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The right to participate: Teacher training for social inclusion

AULA
SPECCHI
Studi Umanistici, corpo aggiunto, Via Is Mirrionis, loc. Sa Duchessa

COORDINA
Nicola CREPAX (Fondazione per la Scuola)

INTERVENGONO
Massimo BALDACCI (Università degli Studi di URBINO “Carlo Bo”); Gergana EFREMOVA (FIERST project); Valeria LUCATELLO (“Provaci ancora Sam!”  project); Elena CAPPAI (I.C Sandro Pertini, Torino); Don Andrea BONSIGNORI (Scuola del Cottolengo, Torino); Valentina SACCHETTO (Associazione Diskolè); Mariangela GIUSTI (Università degli Studi di Milano-Bicocca)

DATA E ORARIO
7 giugno; 13,45-15,45

TEMI
Questo simposio riguarderà le strategie adottate per preparare e formare docenti per affrontare sfide legate all’inclusione sociale, culturale ed etnica. In particolare, i relatori presenteranno e discuteranno diversi progetti finalizzati a promuovere l’educazione inclusiva in contesti e paesi diversi e il ruolo che docenti, dirigenti e altri attori giocano nel supportare comunità svantaggiate. Diversi progetti riguardanti la formazione docenti per l’inclusione saranno presentati e discussi: i progetti Provaci ancora Sam e Riconnessioni, entrambi realizzati dalla Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, Teach for Bulgaria, la sezione bulgara di Teach For All e il progetto FIERST, che sostiene e aumenta l’impatto di progetti sull’educazione inclusiva in Bulgaria, Estonia, Romania, Svezia e nel Regno Unito. Attraverso questi e altri progetti, i relatori si concentreranno sull’importanza dei docenti nei progetti di inclusione scolastica e discuteranno diversi approcci pedagogici che possono aiutare a combattere la dispersione scolastica. Nel corso del simposio si discuterà altresì dell’importanza della formazione docenti nel contesto del lavoro con comunità multietniche, con riferimento particolare alla scuola I.C. Sandro Pertini di Torino.


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How education for democracy is and how it should be done?

AULA
MAGNA INGEGNERIA
Facoltà di Ingegneria e Architettura, via Marengo 2

DATA E ORARIO
7 giugno; 13,45-15,45

COORDINA
Luciano BENADUSI (Università degli Studi di Roma “La Sapienza”)

INTERVENGONO
Giuseppe BAGNI (CIDI); Milena SANTERINI (Università Cattolica Sacro Cuore, Milano); Bruno LOSITO (Università degli Studi Roma Tre); Guido BENVENUTO (Università degli Studi di Roma “La Sapienza”); Alessandro CAVALLI (Università degli Studi di Pavia); Elena MOSA (INDIRE)

TEMI
Often following episodes in the news (bullying, violence against teachers, issues related to drugs, etc.), the need to provide and improve citizenship education arise in the public and political debate. In a context where liberal democracy, in Italy and abroad, is challenged by political and religious integralism, by the over-simplification of societal issues, by the increasing violence of the public debate, by fake news and attempts to manipulate public opinions, it is increasingly crucial to develop an in-depth reflection about what an education for democracy is and how it should be done. How educational institution can favour the acquisition of critical thinking and social responsibility among younger generations? Within Dewey’s reflection, it is key the idea that schools should not merely aim to make students aware of the functioning of state’s institutions and regulations and to favour their obedience to societal norms. On the contrary, schools should have the responsibility to prepare younger generation to the active participation in the construction of yet to come genuinely democratic society. How educational institution could take on this challenge? Is it enough to conceive citizenship education as subject associated to other subjects, such as history, or is it more relevant to imagine a more transversal and pervasive approach? Which are the specific inter-disciplinary knowledges and competences that need to be developed? What can we learn in this field from experiences developed at international level and from ongoing educational practices inside and outside the schools’ walls?
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Spesso a seguito di episodi di cronaca (bullismo, violenze contro i docenti, spaccio di droghe, ecc.) si torna a discutere di educazione civica, un insegnamento che malgrado la recente riforma legislativa non sembra ancora aver raggiunto un assetto soddisfacente. A fronte delle minacce portate alla democrazia liberale, in Italia come altrove, dal diffondersi di forme di integralismo politico e religioso, dall’iper-semplificazione e violenza del linguaggio, dalla falsificazione faziosa e manipolatoria delle informazioni diventa cruciale una riflessione profonda su cosa sia l’educazione alla democrazia e sui modi attraverso cui le istituzioni educative possono costruire coscienza critica e senso del legame e della responsabilità sociale nelle giovani generazioni. Centrale nella riflessione di Dewey è l’idea secondo cui il lavoro sociale della scuola non si debba limitare all’educazione alla cittadinanza intesa come conoscenza delle istituzioni e delle norme e come dispositivo volto a generare obbedienza. Al contrario la scuola avrebbe la responsabilità di preparare i giovani ad un’attiva partecipazione nella costruzione di società genuinamente democratiche. In che modo le istituzioni educative possono accogliere questa sfida? È sufficiente il potenziamento dell’educazione civica come materia aggregata alla storia o serve un approccio più trasversale e pervasivo? Quali specifiche conoscenze e competenze, anche interdisciplinari, debbono essere formate? Che cosa possiamo apprendere in materia dalla comparazione internazionale e da alcune significative esperienze educative in atto dentro e fuori la scuola?


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What to do about quality and equity in education?

AULA
ROOM F0-A
Scienze Economiche, Giuridiche e Politiche, via Nicolodi 102-4

DATA E ORARIO
8 giugno; 10,45-12,45

COORDINA
Roberto MOSCATI (Università degli Studi di Milano-Bicocca)

RELATORI
Anna Maria AJELLO (INVALSI);  Carlo BARONE (SciencesPo, Paris); Maddalena COLOMBO (Università Cattolica Sacro Cuore, Milano); Antonello GIANNELLI (Presidente ANP); Roberto MOSCATI (Università degli Studi di Milano-Bicocca); Orazio GIANCOLA (Università di Roma “La Sapienza”).

TEMI
The challenges arising from the massification of educational systems, the increasing global competition and the processes of technological innovation open crucial spaces to debate around issues related to quality and equity in education. Is it possible to improve the quality and the efficacy of the educational system, improving teaching and learning, boosting students’ acquisition of knowledges and competences, without loosing sight of the key role that education play in fighting against inequalities of opportunities? How is it important to develop the capacity to coordinate knowledges, abilities and capacities to act responsibly within the fields of labour, social relationship and citizenship? What types of didactic and organizational innovations in schools and universities should be promoted to accomplish this task? And how the professionals’ skills of teachers and head teachers should be developed? Which is the state of the art in the evaluation and self-evaluation of educational processes as well as in their use to improve the quality of the educational system? What is the best equilibrium that should be reached between systemic regulation and the autonomy of educational institutions?
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Le sfide poste dalla massificazione dei sistemi scolastici, dalla crescita della competizione globale e dall’innovazione tecnologica aprono spazi di discussione particolarmente importanti su qualità ed equità nei processi di istruzione. È possibile migliorare la qualità e l’efficacia del sistema educativo, migliorare i processi di insegnamento-apprendimento e le performance degli studenti, rafforzare le loro conoscenze e competenze, senza dimenticare il ruolo cruciale della scuola nel combattere la povertà educativa e riequilibrare le disuguaglianze di partenza? Quanto è importante sviluppare competenze nel senso di coordinamento fra conoscenze, abilità e capacità di assumere decisioni in modo consapevole e di agire in modo responsabile nel lavoro, nelle relazioni sociali, nella sfera della cittadinanza? Quali innovazioni nella didattica e nell’organizzazione di scuole e università dovrebbero essere promosse a tale scopo, anche attraverso azioni di sviluppo della professionalità di dirigenti e docenti? A che punto siamo con la valutazione-autovalutazione dei processi e dei risultati e con il suo utilizzo in funzione del miglioramento? Quanto contano finalizzazione delle risorse, programmazione della loro gestione in funzione della diversità dei contesti? Quale equilibrio cercare fra regolazioni di sistema (a livello macro e meso) e autonomia delle istituzioni formative?


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Education, values, politics: SWG researches

AULA
Aula F0-B (ex aula Lai)
Scienze Economiche, Giuridiche e Politiche, via Nicolodi 102-4

DATA E ORARIO
8 giugno, 10.45-12.45

COORDINA
Assunta Viteritti (Università di Roma “La Sapienza”)

INTERVENGONO
Presenta: Enzo Risso (SWG); Discutono: Giovanni Boccia Artieri (Università di Urbino); Alberto Marinelli (Università di Roma “La Sapienza”); Roberto Serpieri (Università di Napoli “Federico II”)

TEMI

Today we are witnessing to a huge upheaval of ethical and political orientations at global level and in Europe in particular. Evidences of this process could be exemplified by the increasing mistrust in politics and institutions, the arising of protest movements sometimes disrupting in violent forms, the radicalization of cultural conflicts around issues related to immigrations, international relations, human and civil rights. These are destabilizing processes whose outcomes are difficult to foreseen and that seems to arose fears more than hopes: fears that not only a certain number of civil and political rights could be disrupted but also that there are some values in danger. Among them the value of democracy, social justice, human solidarity and the respect of social and cultural differences. The relevant amount of data gathered by SWG will offer to the symposium two distinct perspectives of observation:

  1. A research carried out in five European countries during the electoral campaign analyse the values’ fractures within the electorate (the radicality in the push for a change; the availability to welcome migrant populations; the defensive closure of the “us first”; the opposition between the people and the elite; etc.).
  2. A research carried out in Italy on a representative sample of younger generations (Z and Millennials) aimed at investigating the impact of educational system on the trust in the representative institutions and on the sharing of those values constituting the base of political and participative dynamics.

During the discussion a peculiar attention will be devoted to the relationship between educational system and new digital media as they play an increasing important role in shaping people’s values, languages, attitudes and behaviours.
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In questa fase assistiamo a un grande sommovimento degli orientamenti etici e politici nei paesi europei e non solo. Ne sono testimonianza fenomeni come l’aumento della sfiducia nella politica e nelle istituzioni, i movimenti di protesta che si manifestano talvolta in modo violento, la radicalizzazione dei conflitti culturali prima ancora che politici su varie tematiche quali l’immigrazione, le relazioni internazionali, i diritti umani e civili, le forme della democrazia se non la sua stessa sopravvivenza. Si tratta di processi di destabilizzazione di cui non si possono prevedere gli esiti e che al momento sembrano suscitare più timori che speranze: timori che vengano travolti non solo stati di fatto acquisiti bensì anche valori cui non si vuole rinunciare, siano essi conservatori o progressisti. Tra questi valori quelli della democrazia, della giustizia sociale, della solidarietà umana, del rispetto dei diversi.
Il cospicuo patrimonio di dati raccolti da SWG offrirà al simposio due distinte prospettive di osservazione:

  1. una ricerca condotta in cinque paesi europei oltre all’Italia in occasione della consultazione elettorale che analizza alcune fratture valoriali che attraversano l’elettorato (la radicalità nella spinta al cambiamento; la disponibilità all’accoglienza rispetto alle popolazioni migranti, la chiusura difensiva del “prima noi”, la contrapposizione élite/popolo, ecc.);
  2. uno ricerca specificamente condotta in Italia su un campione rappresentativo delle generazioni più giovani (Z e Millennials) che si propone di indagare l’impatto dei sistemi educativi sia rispetto alla fiducia nei confronti delle istituzioni rappresentative sia rispetto alla condivisione di alcuni valori che sono a fondamento delle dinamiche partecipative e politiche.

Nella discussione sarà altresì posta attenzione al rapporto tra i sistemi formativi e i nuovi media digitali i quali svolgono anche essi un ruolo sempre più importante nel plasmare valori, atteggiamenti, linguaggi e comportamenti delle persone.


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